La Società Cingoli Nicola & Figlio S.r.l. è stata costituita il 9 febbraio
1978 da Nicola e Giuseppe Cingoli, padre e figlio, dapprima con la forma sociale
di collettiva di persone, poi trasformata in società di capitali. Le
attività svolte dall'Impresa Cingoli sono le seguenti:
- costruzione, manutenzione, consolidamento strutturale e
ristrutturazione di edifici civili e industriali
- Restauro architettonico e manutenzione dei beni
immobili sottoposti a tutela ai sensi delle disposizioni in materia di beni
culturali e ambientali
- Impianti tecnologici
- restauro di superfici decorate e beni mobili di interesse storico ed
artistico
- Scavi archeologici
- Progettazione
Nel corso degli anni l'impresa Cingoli ha conseguito numerosi
riconoscimenti di prestigio, come il premio dell’INARCH per l’attività
di consolidamento e restauro di edifici monumentali e la certificazione dei
requisiti tecnici, economici e finanziari, attestati dal Ministero dei Lavori
Pubblici in occasione del primo bando per il restauro della Torre di
Pisa.
Non meno significative sono le attestazioni di merito
ricevute per l'esecuzione di altri interventi particolari e importanti come i
restauri del Duomo di Napoli, della Cattedrale di Vieste (FG), della Cattedrale
di Ruvo di Puglia (BA), del Teatro Curci di Barletta (BA), del Santuario
dell’Assunta in Guardia Sanframondi (BN), del Convento di San Giovanni da
Capestrano (AQ), della Badia di Corropoli (TE), dell’Anfiteatro Romano di Atri
(TE), delle Porte e Mura Urbiche in Assisi, del Monastero di San Pietro in
Assisi, di Villa Poniatowsky in Roma, del Convento di Santa Croce in Fossabanda
(PI), della Badia Celestiniana in Sulmona (AQ), della Torre di Piazza dei
Signori in Vicenza, del Duomo di Pavia e il consolidamento strutturale delle
murature della parte basamentale della Cappella della Sacra Sindone.
In un’epoca in cui “fare impresa” sembra identificarsi con
la sola esigenza di produrre profitto, dove il “fare impresa” si scontra con
forme di attività come il restauro, l'Impresa Cingoli è riuscita a portare
avanti un'idea e un modus operandi che concilia entrambe le logiche: mercantile
e monumentale.
E' riuscita a stabilire un terreno d’incontro, che certamente non è quello
commerciale, ma che si risolve tutto sulla comprensione, sulla capacità
di intuire e interpretare il rapporto di ambivalenza che esiste tra memoria e
presente, in cui senza dubbio è il presente a dover aprirsi alla
memoria e non viceversa, ove mai fosse possibile.