Impresa Cingoli - Consolidamento e Restauro
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La storiaL’origine dell’attuale Società Cingoli Nicola & Figlio Srl risale all’Impresa che il Comm. Nicola Cingoli avviò già nel 1933, che tale rimase fino al 1978, anno in cui fu costituita la Società a responsabilità limitata che opera oggi.

Da quel lontano inizio e fino al 1963 l’interesse non era limitato solo al restauro monumentale, tanto che l’Impresa poteva definirsi “generalista”, ma includeva la realizzazione di nuovi edifici e anche la costruzione di strade, come quella che, in provincia di Teramo, scende dal Ceppo fino a Pietralta.
E’ da rilevare, comunque, che pure in quel campo l’attività si è rivolta, fra le alre cose, all’esecuzione di importanti commesse nell’ambito pubblico - quali la costruzione della sede del Genio Civile in Teramo, dell’edificio della Borsa merci in Pescara, della scuola elementare Risorgimento in Teramo – e privato, come la sede della Cassa di Risparmio a Silvi (TE).

A seguito di un largo ridimensionamento dell’Impresa e per la naturale inclinazione e formazione professionale di Nicola – la sua qualifica di giovane operaio era di cementista decoratore, per la quale aveva ricevuto diversi attestati durante le competizioni che a quell’epoca erano in uso – dal 1963 fu scelta la specializzazione del consolidamento e restauro di edifici monumentali.
E’ di questo primo periodo, fino al 1978 appunto, la partecipazione ad opere di restauro fra le più “belle” e importanti nella storia dell’azienda.
Nell’ambito dell’Abruzzo: della chiesa di S. Maria Arabona in Manoppello (PE), della chiesa di S. Giovanni ad Insulam nel Comune di Isola del Gran Sasso (TE), della Cattedrale di Atri (TE) - per il cui restauro meritò il premio In.Arch del 1964 - del castello di Celano (AQ), della chiesa di S. Bernardino in L’Aquila, del Santuario di S. Maria delle Grazie a Teramo e del complesso di S. Francesco in Castelvecchio Subequo (AQ).

In Campania, importantissimo fu il restauro del Duomo di Napoli, iniziato nel 1969, per valenza artistica ed economica e che segnò anche l’esordio alla partecipazione attiva della conduzione d’impresa del figlio Giuseppe, che a ventidue anni ricoprì il ruolo di direttore tecnico del cantiere.
Ma questo lavoro fu importante pure per la crescita della dirigenza dell’azienda per l’incontro con personaggi importanti nel campo del restauro, come il professore Roberto Pane, critico e storico dell’arte, dal 1942 docente di caratteri stilistici e costruttivi alla facoltà di Architettura dell’Università di Napoli e con l’ingegnere Roberto Di Stefano, direttore dei lavori, professore ordinario di restauro architettonico nella stessa facoltà e direttore della Scuola di specializzazione in restauro dei monumenti.
Per restare in Campania, anche lo spostamento del portale maggiore del Convento di S. Chiara in Napoli, con la sperimentazione di tecniche ardite, e il ripristino della Cattedrale di Avellino hanno avuto grande importanza. Per quest’ultimo lavoro molto feconda si rivelò la collaborazione con la direzione dei lavori, svolta dall’architetto Marcello Petrignani, professore ordinario di Architettura tecnica e pianificazione del territorio presso l’Università di Salerno.

In Puglia, nella provincia di Bari, due gioielli del restauro sono stati quelli del teatro G. Curci di Barletta e della Cattedrale di Ruvo di Puglia. Entrambi questi lavori ebbero come progettista e direttore dei lavori l’architetto Mauro Civita, di Bari, allora giovane professionista, che poi sarebbe diventato docente di restauro architettonico, fino al 1990 presso la facoltà di Architettura dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti e attualmente alla stessa facoltà del Politecnico di Bari.

Fu, quindi, durante questi primi anni di attività, fino al 1978, che l’Impresa di Nicola Cingoli acquistò una solida reputazione per il consolidamento e restauro, anche in ambito nazionale, tanto che nel 1973 fu fra quelle che ricevettero l’attestazione, da parte del Ministero dei Lavori Pubblici, di capacità tecnica ed economica a partecipare all’appalto-concorso per l’ideazione e l’esecuzione dei lavori per il consolidamento della torre di Pisa.
A concorrere all’acquisizione delle alte capacità tecniche occorrenti per il restauro di edifici monumentali contribuì indubbiamente la circostanza di avere operato, per i lavori appaltati dalle varie Soprintendenze ai Monumenti e Gallerie, rinominate successivamente per i Beni Ambientali e Architettonici, con Soprintendenti di chiara fama, fra i quali non possono essere dimenticati, per l’Abruzzo l’arch. Umberto Chierici, il prof. Delogu, il prof. Guglielmo Matthiae, l’arch. Ario Moretti, l’arch Graziana Barbato, l’arch. Marilena Dander e l’arch. Renzo Mancini; per la Campania l’arch. Mario Zampino, l’arch. Aldo Grillo, l’arch. Mario De Cunzo e l’arch. Gian Marco Jacobitti; per la Puglia, infine, l’arch. Renato Chiurazzi, l’arch. Corrado Bucci Morichi e l’arch. Riccardo Mola.
Ma pure contribuì la collaborazione professionale di tecnici di valore, fra i quali non può non essere ricordato l’ingegnere Sisto Mastrodicasa: la collaborazione con l’indiscusso maestro del consolidamento statico ebbe inizio nel 1952, in occasione del consolidamento del campanile della Cattedrale di Teramo, e poi continuò negli anni successivi con i lavori presso le Cattedrale di Atri, di Avellino, di Vieste e di Ruvo di Puglia.

Certamente tutto questo avveniva in anni in cui, nel campo di interesse dell’Impresa, il mercato era meno competitivo di oggi e di “globalizzazione” neanche si sentiva parlare; tuttavia è rimarchevole che la struttura dell’azienda, pur a fronte della cospicua attività svolta, conservasse una dimensione “familiare” e, tutto sommato, limitata quanto a numero di dipendenti. Nicola Cingoli era il Capo Supremo, coadiuvato nella conduzione dei lavori e dell’Impresa in generale dal figlio, che in quel periodo alternava questo impegno con quello derivante dagli studi per la laurea in Architettura.

Per esempio, durante lo svolgimento dei lavori di restauro del Duomo di Napoli, che per quel tempo (1969-1972) costituiva un cantiere di grande impegno organizzativo e finanziario, il numero massimo di operai raggiunse appena la quarantina, e di questi solo una quindicina erano quelli assunti in pianta stabile e non per lo specifico lavoro.
Una curiosità: oggi – 2003 – un solo operaio, Alfredo Di Giulio, è rimasto della squadra che partecipò al restauro del Duomo di Napoli.

Come già detto, con i lavori svolti a Napoli e al teatro Curci di Barletta, l’Impresa acquisì, oltre a una certa notorietà in ambito nazionale, notevoli capacità tecniche, organizzative e anche finanziarie e pertanto Nicola decise, insieme al figlio Giuseppe che nel frattempo si era laureato in Architettura e quindi poteva dedicarsi a tempo pieno all’attività paterna, di ampliare l’orizzonte dell’attività, e, conseguentemente, aumentandone l’impegno economico-finanziario e l’organico.

Dal 1978, con la costituzione in Società a responsabilità limitata, con l’assunzione del primo ragioniere a tempo pieno - Arcangelo Dragoni, “mente amministrativa” - e con il successivo ampliamento dell’organico tecnico e lavorativo, l’Impresa ha mano a mano raggiunto le dimensioni odierne.
Oggi l’attività dell’Impresa si svolge, oltre che nelle Regioni “storiche” – Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata – anche alle Marche, all’Umbria, alla Toscana, al Veneto e, con l’ultima assunzione dei lavori di restauro al Duomo di Pavia, alla Lombardia.

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