Recupero del complesso storico di Villa Poniatowski a Roma, adiacente alla Via Flaminia e alla Villa Giulia. Il progetto, promosso nell’ambito del Giubileo 2000 e della nascita di Roma Capitale, ha previsto il restauro degli ex Studi Artistici e delle ex Concerie Riganti con interventi strutturali complessi suddivisi in lotti successivi.
Il monumento: storia e proprietà dal XVI secolo
Il complesso di Villa Poniatowski fa parte di una vasta tenuta estesa dalla Via Flaminia, adiacente alla Via di Villa Giulia. La proprietà ha attraversato secoli di trasformazioni architettoniche che ne hanno plasmato l’attuale configurazione. Dopo il 1570 il Cardinale Pier Donato Cesi acquistò la proprietà, che già nel 1581 fu descritta da Michel de Montaigne come una delle magioni più belle di Roma.
Nel 1683 G. F. Venturini ne realizzò un’incisione che la documenta come Villa dei Borromeo, per via del Cardinale Federico Borromeo figlio di Giulio Cesare, marito di Giovanna Cesi.
Nel 1702 i Cesi cedettero la proprietà ai Sinibaldi che, dopo averla trasformata in forme barocche, nel 1798 la vendettero ai Candelori. Nel 1800 passò a Stanislao Poniatowski, che la fece trasformare dall’architetto Valadier — il quale lasciò appunti con una “veduta prospettica” della Villa e uno “studio” per la Sala dell’Ercole — prima di cederla nel 1826 all’inglese Richard Sykes.
Dopo il 1826 la Villa cambiò più volte proprietà, fino a quando nel 1871 entrò in possesso della famiglia Riganti. Nel 1989 passò allo Stato insieme alla Conceria, ma priva del terreno adiacente venduto negli anni precedenti per ampliare il Museo Nazionale Etrusco nella contigua Villa Giulia.
L’intervento di restauro e consolidamento strutturale
Ex Studi Artistici: consolidamento e ripristino geometrico
Gli ex Studi Artistici hanno richiesto il consolidamento delle murature mediante iniezioni armate e il rifacimento della copertura con solaio ligneo. Il problema critico era il notevole fuori piombo del muro esterno di facciata, che richiedeva il ripristino della verticalità.
Dopo la predisposizione dell’imbracatura in acciaio, sono stati eseguiti tagli della muratura alla base e in sommità per consentire il movimento controllato del muro. Mediante piccoli spostamenti successivi con martinetti la struttura è stata ricondotta alla verticale e le ammorsature murarie ripristinate. Completano l’intervento il restauro degli abbaini, dei pavimenti interni, degli intonaci e degli stucchi di facciata, con nuovi infissi esterni in legno.
Ex Concerie Riganti: micropali, consolidamento volte e tensostruttura
Per le ex Concerie Riganti l’intervento ha riguardato il consolidamento delle volte di copertura con costolature e calotte in cemento armato, e il consolidamento fondale con micropali e cordoli di collegamento. Il consolidamento dei pilastri e dei muri perimetrali è avvenuto mediante perforazioni armate iniettate con malte additivate. Le vasche dell’ex Conceria sono state svuotate con metodologia di scavo archeologico. Il vasto spazio aperto risultante è stato coperto con una tensostruttura in acciaio inox con copertura in tenara, consentendo la fruizione museale dello spazio e preservandone il carattere architettonico originario.
Scala a doppia elica e impianti tecnologici
Un lotto successivo ha riguardato la costruzione della scala a doppia elica in cemento bianco a vista, inserita in un pozzo tecnologico che ospita anche l’impianto ascensore. Sul lato a monte degli ex Studi Artistici è stata costruita un’intercapedine da utilizzare come cavedio per le tubazioni degli impianti tecnologici.