Arch. Mario Zampino
L’intervento
La Cattedrale di Napoli sorge in un sito che, fin dall’antichità, ha ospitato numerosi edifici sacri, quindi nel cuore della città greca e poi romana. Oggi si affaccia lungo via Duomo, arteria realizzata nei primi decenni dopo l’Unità d’Italia. I motivi che portarono al restauro della Cattedrale e dell’adiacente Basilica di Santa Restituta possono riassumersi nella fatiscenza delle strutture di copertura, non più idonee ad assolvere alla loro funzione di protezione, e nelle precarie condizioni statiche delle membrature murarie, aggravate dagli scuotimenti subìti in conseguenza dei bombardamenti dell’ultima guerra. Va inoltre ricordato che, oltre a costituire un aggravio per la statica dell’edificio, le numerose aggiunte e superfetazioni ne avevano notevolmente compromesso il valore storico-artistico, per cui si rendeva necessario anche un restauro di liberazione. Nel 1969 il Provveditorato alle Opere pubbliche della Campania deliberò di procedere al restauro dell’edificio sacro. I lavori iniziarono nel 1969 e furono conclusi nel 1972. Nel 1254 Carlo I d’Angiò dispose l’edificazione della Cattedrale di Napoli, che avrebbe dovuto reinglobare le prime chiese cristiane della città, cioè la Basilica costantiniana, poi dedicata a Santa Restituta, del IV secolo, e la chiesa del Salvatore, risalente all’inizio del VI secolo. Dal 1283 la chiesa assunse il titolo della Santissima Vergine Assunta e nel 1320 venne costruita la Cappella di San Ludovico da Tolosa, destinata ad accogliere le spoglie dei re angioini.
