ABBAZIA DI SANTA MARIA ARABONA

MANOPPELLO (PESCARA) - 1946/1950; 1986/1989; 1991/1994

ENTI FINANZIATORI Ministero della Pubblica Istruzione - Ministero dei Lavori Pubblici

ENTI APPALTANTI Soprintendenza ai Monumenti e Gallerie dell’Abruzzo e Molise - L’Aquila Provveditorato Regionale alle Opere pubbliche - L’Aquila Genio Civile di Pescara

SOPRINTENDENTE Arch. Umberto Chierici

PROGETTO Prof. Antonio De Dominicis - Ufficio Tecnico del Genio Civile di Pescara

DIREZIONE DEI LAVORI Arch. Umberto Chierici - Ufficio Tecnico del Genio Civile di Pescara

LAVORI 1989-1994: ENTE FINANZIATORE Ministero della Protezione Civile

ENTE APPALTANTE Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici dell’Abruzzo - L’Aquila

SOPRINTENDENTE Arch. Renzo Mancini

PROGETTO Arch. Luigi Martella

DIREZIONE DEI LAVORI Arch. Luigi Martella

Lo splendido complesso abbaziale di Santa Maria Arabona sorge nei pressi dell’agglomerato di Manoppello Stazione, lungo la Strada Statale 5 Tiburtina-Valeria, a circa 30 chilometri da Pescara. La chiesa, a esclusione del campanile, presentava gravi fenomeni di cedimento fondale, che avevano ingenerato movimenti di rotazione delle pareti. I tentativi di porre rimedio ai dissesti, messi in atto nel corso del tempo, non solo non avevano raggiunto lo scopo, ma avevano compromesso la configurazione del
complesso. L’interno, inoltre, si presentava in stato di estremo degrado, sia per l’abbandono, sia per le infiltrazioni d’acqua provenienti dal tetto dissestato. Tale quadro statico, già preoccupante di per se stesso, si era ancora aggravato durante la seconda Guerra mondiale, tanto che si temeva addirittura il crollo delle strutture. Con la necessaria urgenza, nel 1946, la Soprintendenza ai Monumenti e Gallerie dell’Abruzzo e Molise giunse, pertanto, alla determinazione di restaurare il complesso monumentale della chiesa. I lavori si conclusero nel 1950.

Quasi quarant’anni dopo, nel 1989, la zona conventuale del complesso aveva subìto diversi dissesti, in ragione della mancata manutenzione e degli ultimi terremoti. Le coperture, molto deteriorate, lasciavano infiltrare le acque piovane che, così, procuravano danni alle sottostanti volte; l’imponente pilastro centrale sostenente le volte della Sala Capitolare, mostrava segni di schiacciamento per anomali sovraccarichi aggiunti nel tempo sulle volte stesse; la monumentale Stalla era ridotta a magazzino e ospitava, inoltre, una vecchia e obsoleta caldaia per il riscaldamento. Per ovviare a queste criticità, la Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici dell’Aquila pose in atto due interventi di restauro: il primo si è svolto negli anni dal 1986 al 1989, il secondo fra il 1991 e il 1994.

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