La Basilica di San Bernardino, uno dei più insigni monumenti della città dell’Aquila e dell’Abruzzo, si affaccia sull’omonima piazza al culmine della scenografica scalinata che vi conduce. La grandiosa facciata presentava lesioni delle lastre e degli altri elementi in pietra, slegati dalla retrostante muratura e soggetti a fenomeni di schiacciamento.
L’intera struttura della facciata risultava inoltre distaccata dai muri longitudinali della chiesa e gravemente lesionata a causa del cedimento delle fondazioni. Questi fattori resero necessario un intervento urgente di consolidamento strutturale, finanziato da diversi enti pubblici. I lavori, avviati nel 1958, si conclusero nel 1961.
La solidità dell’intervento ha dimostrato nel tempo la propria efficacia: nel terremoto del 6 aprile 2009 la Basilica ha subito danni molto inferiori rispetto alle aspettative, a testimonianza della qualità del restauro eseguito dall’Impresa Cingoli mezzo secolo prima.
Contesto Storico dell’Edificio
La Basilica fu edificata nella seconda metà del XV secolo per iniziativa di Giovanni da Capestrano e Giacomo della Marca, in onore di San Bernardino da Siena. Presenta una pianta basilicale a tre navate che si raccorda a un’ampia aula ottagonale, sulla quale è impostata la grande cupola.
La splendida facciata, risalente al 1527, è opera dell’architetto Cola dell’Amatrice, che si avvalse delle formule decorative e degli spartiti architettonici tipici del Rinascimento. Si presenta suddivisa in tre ordini sovrapposti in stile tuscanico, ionico e corinzio; al secondo ordine si trova una finestra serliana affiancata da due finestroni circolari, spartiti da colonne binate.
Il terremoto del 1703 causò il crollo delle cupole e della navata centrale. Le opere di ricostruzione, ultimate nel 1730, conferirono all’interno l’attuale aspetto barocco.
L’Intervento Tecnico
L’Intervento di Consolidamento: Metodologia e Fasi Operative
L’intervento consistette essenzialmente nello smontaggio e nel successivo rimontaggio del rivestimento in pietra della facciata, ancorando i singoli elementi lapidei a una nuova struttura portante interposta in calcestruzzo armato e muratura.
Fasi operative:
- Mappatura e catalogazione: accurata numerazione di ogni singolo elemento lapideo per garantirne il recupero integrale e il riposizionamento esatto.
- Smontaggio: rimozione delle lastre e di tutti i componenti in pietra, con recupero anche dei frammenti più piccoli.
- Consolidamento fondazioni: iniezioni di cemento sotto pressione e sottomurazioni.
- Rifacimento del paramento in mattoni e realizzazione del telaio strutturale.
- Telaio in calcestruzzo armato: quattro pilastri collegati da cordoli nel piano di fondazione e nel corpo della facciata; i cordoli in corrispondenza delle linee di gronda estesi ai muri perimetrali per assicurare il collegamento completo delle strutture.
- Rimontaggio del paramento in pietra: collegamento dei singoli elementi lapidei tra loro e alla struttura portante, procedendo corso per corso, ordine per ordine, in simultanea con il getto dell’intelaiatura e la costruzione della muratura.
- Rifacimento delle coperture danneggiate.