CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA

NAPOLI - 1969/1972

ENTE APPALTANTE Provveditorato alle Opere Pubbliche della Campania - Napoli

ALTA SORVEGLIANZA Soprintendenza ai Monumenti della Campania - Napoli

SOPRINTENDENTE Arch. Mario Zampino

PROGETTO Prof. Ing. Roberto Di Stefano - Prof. Ing. Alberto Defez

DIREZIONE DEI LAVORI Prof. Ing. Roberto Di Stefano

PROGETTO DELLE STRUTTURE Prof. Ing. Alberto Defez

La Cattedrale di Napoli sorge in un sito che, fin dall’antichità, ha ospitato numerosi edifici sacri, quindi nel cuore della città greca e poi romana. Oggi si affaccia lungo via Duomo, arteria realizzata nei primi decenni dopo l’Unità d’Italia. I motivi che portarono al restauro della Cattedrale e dell’adiacente Basilica di Santa Restituta possono riassumersi nella fatiscenza delle strutture di copertura, non più idonee ad assolvere alla loro funzione di protezione, e nelle precarie condizioni statiche delle membrature murarie, aggravate dagli scuotimenti subìti in conseguenza dei bombardamenti dell’ultima guerra. Va inoltre ricordato che, oltre a costituire un aggravio per la statica dell’edificio, le numerose aggiunte e superfetazioni ne avevano notevolmente compromesso il valore storico-artistico, per cui si rendeva necessario anche un restauro di liberazione. Nel 1969 il Provveditorato alle Opere pubbliche della Campania deliberò di procedere al restauro dell’edificio sacro. I lavori iniziarono nel 1969 e furono conclusi nel 1972. Nel 1254 Carlo I d’Angiò dispose l’edificazione della Cattedrale di Napoli, che avrebbe dovuto reinglobare le prime chiese cristiane della città, cioè la Basilica costantiniana, poi dedicata a Santa Restituta, del IV secolo, e la chiesa del Salvatore, risalente all’inizio del VI secolo. Dal 1283 la chiesa assunse il titolo della Santissima Vergine Assunta e nel 1320 venne costruita la Cappella di San Ludovico da Tolosa, destinata ad accogliere le spoglie dei re angioini.

Nel settembre del 1349, a causa del terremoto, crollarono il campanile e la facciata. Un altro sisma portò gravissimi danni alla chiesa verso la metà del XV secolo, impegnando il cardinale Rinaldo Capece Piscicelli, con l’aiuto diretto di Ferdinando I d’Aragona, nella ricostruzione, conclusa nel 1470. Nel 1407 Enrico Minutolo realizzò il frontespizio della porta grande e nel 1433 Ciarletta Caracciolo rinnovò il pavimento delle navate. Risale al 1508 la costruzione del succorpo di San Gennaro, ricavato sotto la tribuna dell’altare maggiore. Il terremoto del giugno 1688 danneggiò gravemente le volte delle navate laterali e fece crollare anche il pulpito in marmo, rovinando la Cappella del Tesoro, che però già in agosto era di nuovo aperta al culto. Nel 1733 il restauro si rese necessario per l’urgenza di riparare i danni del sisma dell’anno precedente. Restava l’esigenza, poi affrontata dal cardinale Spinelli, di un restauro e consolidamento integrale del complesso a cui in fasi diverse si pose mano nella prima metà del secolo. Per il restauro della ormai cadente facciata si dovette aspettare il 1787. Nel 1805 il cardinale Ruffo Scilla finanziò un restauro, proseguito poi nel 1847 e riguardante le volte e i muri della navata destra, mentre una nuova facciata venne portata a termine verso la fine del 1898 e inaugurata nel 1905. Nell’aprile 1945 la navata centrale riportò danni a seguito del bombardamento sulla città di Napoli.

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