ENTE APPALTANTE Comune di Assisi (Perugia)
DIREZIONE DEI LAVORI Ing. Riccardo Vetturini - Geom. Leonardo Paoletti - Arch. Maria Assunta Carloni - Ing. Paolo Marcucci - Ing. Maurizio Molinelli - Arch. Daniele Vignetti

L’intervento

Le mura di Assisi, in quello che è l’aspetto odierno, possono essere fatte risalire al 1198 quando, con l’istituzione delle autonomie comunali, i Consoli, Bombarone prima e Tancredi poi, cercarono di recuperarne l’assetto difensivo dopo le distruzioni arrecatevi da Goti, Bizantini, Longobardi e Franchi, quest’ultimi alle soglie del IX secolo. In realtà, gli apparati murari erano la riproposizione di quelli del II secolo a.C., quando l’abitato s’era andato sviluppando intorno al Tempio di Minerva. Tra il 1228 e il 1236 furono ampliate per includervi la Basilica di San Francesco, con la nuova Porta, e nel 1260, il Monastero di Santa Chiara. L’attuale tracciato, che si sviluppa per circa 4.600 metri, risale al XIV secolo, sulla base del progetto del 1316. Sia gli apparati murari, che fanno capo al Monastero benedettino di San Pietro, sia la Porta Sementone, fanno parte della terza fascia muraria trecentesca. Le mura di San Pietro, per la loro consistenza, potrebbero corrispondere a un sistema bastionato, che però oggi risulta profondamente alterato dai vari terremoti subiti e dalle stratificazioni storiche configuratesi al suo interno. La Porta Sementone, una delle otto Porte urbiche della terza cerchia muraria, dopo essere stata chiusa nel XVI secolo, venne riaperta nel 1925. Nell’ultimo restauro questa sezione delle mura fu in parte completata con un’improbabile merlatura guelfa, a imitazione di quella sui palazzi dei Priori e del Capitano del Popolo, che si trovano in Piazza Grande. Le mura appaiono incluse in varie “piante scenografiche” della città: quella di Giovanni Lauro del 1599, quella del Bertarelli del 1616-1629, quella di Lasor a Varea del 1713 e infine la pianta dell’Orlandi del 1770-71.

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