ENTE APPALTANTE Consorzio Palazzo Antonelli
SOPRINTENDENTE Arch. Corrado Marsili
PROGETTO ARCHITETTONICO Arch. Luciano Cittadini
PROGETTO STRUTTURALE Ing. Fabrizio Lucci
DIREZIONE DEI LAVORI Arch. Luciano Cittadini
Ing. Fabrizio Lucci

Le prime tracce documentate dell’aggregato di Palazzo Antonelli, compreso tra via Sassa, piazza Fontesecco e via Sant’Antonio Pinto, risalgono al 1315. Originariamente composto da un insieme di strutture minori separate dalle caratteristiche “rue” — le stradine del cuore della città — l’edificio raggiunge la forma attuale nel 1858, attraverso un accrescimento di unità edilizie a due livelli, affiancate intorno ad un unico cortile e unificate dalla facciata principale, fatta edificare nel XVII secolo da Valerio Antonelli.

Successivamente la proprietà passò agli Oliva, famiglia di possidenti originari di Norcia, e dagli inizi del XIX secolo alla famiglia Bernardi. Dopo il 1703 fu realizzato il piano nobile, con stanze ampie collegate da portali in pietra modanata e volte a padiglione decorate con stucchi, una nuova scala in pietra e nuovi volumi sul cortile — elementi che segnano un profondo rinnovamento formale e funzionale rispetto all’impianto del XVI secolo.

Il palazzo, composto da tre blocchi edilizi a forma di “C” organizzati intorno alla scala, è stato gravemente colpito dal sisma del 6 aprile 2009. L’intervento di recupero e miglioramento sismico, affidato a Impresa Cingoli, si è svolto tra il febbraio 2014 e il febbraio 2017, per un importo complessivo di € 6.794.310,88.

Miglioramento Sismico: Consolidamento Strutturale e Comportamento Dinamico

Gli interventi di miglioramento sismico hanno perseguito due obiettivi paralleli: incrementare le caratteristiche meccaniche della muratura e migliorare il comportamento scatolare della struttura in condizioni dinamiche.

Consolidamento delle murature portanti tramite iniezioni di miscele leganti a base di calce. Le numerose nicchie presenti nelle pareti — che generavano variazioni di rigidezza e concentrazioni locali di sollecitazione — sono state tamponate mediante tecnica scuci-cuci. Al secondo piano sono state ricostruite pareti in muratura con opportune ammorsature alle strutture esistenti, per garantire la continuità degli elementi resistenti verticali.

Rinforzo delle fasce di piano a livello degli architravi, mediante cuciture metalliche e profilati in acciaio collegati con barre e bulloni.

Rifacimento della copertura con travature e doppio tavolato incrociato in legno di castagno, con sistemi di ancoraggio al cordolo esistente in cemento armato — già rivelatosi efficace come cerchiatura sommitale durante l’evento sismico.

Rinforzo delle volte in muratura con fasce di fibra in carbonio lungo le nervature e ricostruzione con frenelli in mattoni pieni. Per i solai a struttura portante in putrelle e voltine, è stata realizzata una soletta in calcestruzzo leggero fibrorinforzato, vincolata alle travi metalliche tramite connettori in acciaio a chiodatura, ottenendo una sezione mista acciaio-calcestruzzo. Due nuovi solai sono stati realizzati con travi di acciaio, lamiera grecata e soletta di ripartizione.

Inserimento di catene per prevenire meccanismi di collasso per ribaltamento fuori piano delle facciate, con capichiave esterni a piastra quadrata e costole di irrigidimento.

Rinforzo della muratura esterna e interna con fasce fibrorinforzate in carbonio, connesse alla muratura con fiocchi in fibra di carbonio.

Intervento alle fondazioni con la realizzazione di vespai areati tramite elementi plastici modulari (igloo) e rete elettrosaldata, per eliminare fenomeni di umidità e risanare igienicamente gli ambienti.

Restauro degli Apparati Decorativi e delle Opere d’Arte

Il restauro degli elementi architettonici e artistici ha riguardato in modo specifico gli elementi lapidei in pietra di Poggio Picenze: cornici e timpani delle finestre, fasce marcapiano, cantonali e portali. Per i componenti non rimovibili dalla facciata principale e dai suoi due risvolti — il cui degrado era limitato allo scollamento degli elementi componenti — sono state applicate tecniche proprie del restauro conservativo. Per le decorazioni del prospetto di via Sassa è stata eseguita la completa rimozione, previa catalogazione di ogni componente, per la loro successiva corretta ricollocazione.

Sulla volta al primo piano è stato restaurato il dipinto murale a tempera “Allegoria della Forza”, raffigurante una figura femminile tra nuvole con gli attributi iconografici della tradizione figurativa (elmo, lancia, leone, colonna). Il dipinto è collocato al centro di una specchiatura mistilinea in stucco decorata con stemmi baronali e vescovili del XVIII secolo, sebbene la sua esecuzione sia riferibile tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo.

Nel corso dei lavori di consolidamento delle volte è emerso un prezioso brano di muratura quattrocentesca inglobata nella fabbrica settecentesca. Al suo interno sono stati rinvenuti: nel primo ambiente, ampi brani di decorazione parietale raffigurante corami di vaio stilizzato; nel secondo, una scena votiva ad affresco del XIV secolo rappresentante la Madonna con Bambino, con committente Sant’Antonio Abate e angelo introducente.

Nell’ambiente d’ingresso al piano rialzato è stata infine recuperata una decorazione ad olio su muro dei primi del XX secolo, raffigurante due cani da guardia alla catena — versione popolare del classico tema cave canem.

Torna in alto