ENTE APPALTANTE Direzione Regionale per
i Beni Culturali e Paesaggistici
del Piemonte
SOPRINTENDENTE Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio del Piemonte
PROGETTO ARCHITETTONICO Prof. Ing. Giorgio Macchi - Prof. Ing. Paolo Napoli - Dott. Arch. Walter Ceretto - Ing. Stefano Macchi - Ing. Gian Carlo Gonnet
DIREZIONE DEI LAVORI Prof. Ing. Paolo Napoli

Il monumento: storia e contesto

La Cappella della Sacra Sindone fu commissionata a Carlo Castellamonte dal duca Emanuele Filiberto di Savoia per conservare il telo della Sacra Sindone, custodito dalla famiglia ducale sabauda. I lavori, iniziati nei primi anni del 1600 e temporaneamente interrotti attorno al 1621, ripresero nella seconda metà del Seicento quando il progetto fu affidato ad Amedeo Castellamonte, figlio di Carlo, e all’architetto italo-svizzero Bernardino Quadri.

Nel maggio del 1668, con il cantiere già avanzato da circa sessant’anni, Guarino Guarini fu nominato Ingegnere Ducale per la Cappella della Sindone. I due architetti avevano concepito un edificio a base quadrata incastonato tra il Palazzo Ducale — futuro Palazzo Reale — e l’abside della Cattedrale di San Giovanni Battista. Guarini trovò un’opera già caratterizzata da elementi non eliminabili: la pianta circolare, le scale laterali e la grande finestra verso il Duomo. Fece demolire una parte delle strutture, risparmiando il primo ordine, e riprogettò radicalmente il resto, creando uno dei capolavori del barocco torinese.

Il rogo del 1996 e la necessità di intervento

Il grave incendio del 1996 danneggiò seriamente le murature della Cappella, compromettendo in particolare i rivestimenti marmorei e le strutture basamentali. Le indagini diagnostiche condotte in preparazione all’intervento di riabilitazione strutturale rivelarono una condizione critica: i robusti paramenti marmorei, che nella situazione precedente l’incendio contribuivano significativamente alla resistenza strutturale, avevano subito un degrado tale da non poter più essere computati nel calcolo delle capacità portanti.

L’intervento di riabilitazione strutturale

Le zone d’intervento del progetto di riabilitazione strutturale hanno riguardato le murature al di sotto del piano di pavimentazione della Cappella della Sindone, i due muri dell’abside del Duomo per tutta la loro altezza e la muratura in mattoni della Cappella fino alla quota di 15 metri dallo zero di riferimento.

L’intervento non è stato generalizzato, ma selettivamente limitato alle murature e alle zone che risultavano inadeguate a resistere alle azioni combinate dei carichi permanenti e del sisma. Per le murature rimanenti è stato previsto un attento controllo con eventuali stilature o ripristini locali ove necessari.

Indagini diagnostiche e carotaggi

I risultati delle indagini diagnostiche hanno permesso di accrescere notevolmente le conoscenze sulle murature della parte inferiore della Cappella. I carotaggi hanno confermato la presenza di due distinte tipologie murarie in tutti gli elementi strutturali: una muratura esterna ben eseguita, con malta e mattoni di discreta qualità, e una muratura interna di riempimento, molto eterogenea, con materiali di minore qualità spesso disposti in modo disorganizzato.

Sebbene non sussistesse obbligo normativo di adeguamento sismico, la situazione tensionale risultante dai calcoli ha reso opportuna un’opera di miglioramento delle murature. Le tecniche di consolidamento proposte sono state selezionate a seguito di un’attenta osservazione dei casi di importanza internazionale e delle più recenti sperimentazioni nel settore.

Metodologia: iniezioni consolidanti e catene di ancoraggio

Prove sperimentali con il Politecnico di Milano

Prima di procedere con il consolidamento, l’impresa ha condotto un’indagine sperimentale in collaborazione con il Laboratorio di Meccanica dei Geomateriali e Modelli Geotecnici del Dipartimento di Ingegneria Strutturale del Politecnico di Milano. L’obiettivo era determinare l’iniettabilità di una miscela a base di calce attraverso il metodo del cono di marsh e della colonna di sabbia. Sono state eseguite 14 prove di iniezione — prima in laboratorio, poi in cantiere — per verificare la conformità ai requisiti del Capitolato Speciale d’Appalto.

Tecniche di iniezione sub-orizzontale e sub-verticale

Due tecniche distinte sono state adottate per le iniezioni consolidanti. La tecnica sub-orizzontale ha permesso il consolidamento di volumi di muratura accessibili da una o due pareti verticali. La tecnica sub-verticale è stata invece adottata per raggiungere le zone profonde delle fondazioni e le parti a contatto con il terreno, portando le murature di fondazione almeno alle stesse caratteristiche meccaniche del terreno sottostante o laterale.

Catene di ancoraggio da 32 metri: l’intervento più complesso

In parallelo alle iniezioni, l’impresa ha eseguito l’infilaggio di due catene in acciaio inox della lunghezza di 32 metri ciascuna, congiungenti il cortile di Palazzo Reale con l’abside della chiesa e la Cappella della Sacra Sindone. L’intervento ha richiesto la redazione di un progetto curato fin nei minimi dettagli, con perforazioni rettilinee di diametro finale 100 millimetri e uno scostamento massimo tollerato di 4 centimetri sull’intera lunghezza.

Per garantire la rettilineità del foro, è stato ideato un sistema di verifica con bersaglio interno e fascio di luce collimata proiettato dall’esterno, con prove preventive condotte in laboratorio. La barra in acciaio inox ha attraversato stratificazioni e consistenze disomogenee depositate nel corso di secoli, mantenendo la direzione anche nei punti più critici — quelli con materiale friabile soggetto a frana se sollecitato. Le testate di ancoraggio sono state infine messe in carico mediante martinetti piatti e sigillate con iniezione di boiacca a ritiro compensato resistente ai solfati.

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